Comunicato Stampa
del 13 Luglio, 2003

COMUNICATO STAMPA

Aggressione ad una persona transessuale


13 Luglio, 2003


L'
AGeDO Catania - Associazione GEnitori, parenti e amici Di Omosessuali- esprime solidarietà alla transessuale aggredita nella zona balneare di San Giovanni Li Cuti a Catania lo scorso 11 luglio.
Ancora una volta, in questa società gretta e colma di stereotipi, i diritti di una
PERSONA vengono violati: il diritto ad essere se stessi, in una realtà omofoba e razzista come è quella italiana e -a quanto pare- quella siciliana in particolare; il diritto a vivere la propria vita e la propria identità in totale tranquillità, senza che qualche teppista, fascista, razzista e privo di spina dorsale offenda la sua persona ed i suoi valori. Le persone transessuali, ricordiamolo, non hanno diritto a vivere in totale libertà la loro condizione, in quanto ciò viene impedito da "persone" come quelle che si sono macchiate del REATO DI AGGRESSIONE, né dallo Stato Italiano, in quanto non è prevista in Italia una legge che permetta ad una persona transessuale di sesso biologico maschile -che non abbia eseguito l'intervento per la riattribuzione del sesso- di vestire abiti femminili.
La cosa più grave è che la violenza è avvenuta sotto gli occhi di bagnanti e Vigili Urbani che non hanno avuto il pudore e la coscienza di intervenire. Questi episodi ci lasciano davvero sbigottiti, anche perché si trattava non di un individuo, bensì di 15 ragazzini, tutti minorenni che sono rimasti impuniti.
Cosa fanno le famiglie per evitare di allevare mostri in casa? E la scuola, che dovrebbe educare al rispetto di tutte e di tutti, indipendentemente da convinzioni politiche, religiose, sesso ed orientamento o identità sessuale? Assolutamente nulla!!
Chiediamo alle scuole di prendere coscienza di quanto importante e fondamentale sia inserire nei programmi formativi degli studenti la prevenzione del bullismo e l'educazione al rispetto delle diversità, e ci rendiamo disponibili ad un confronto ed una collaborazione, perché -come persone e come genitori- ci sembra un dovere farci promotori della tutela dei diritti dei nostri figli e di quelli di coloro non hanno il coraggio di difenderli.
Esprimiamo tutto il nostro affetto a Paola -questo il suo nome-, augurandole pronta guarigione e intendiamo manifestare la nostra delusione ed il nostro disappunto nei confronti di questo sistema politico che, come al solito, permette che certi atti si verifichino, in un'Italia europea che sembra avere ben poco in comune con il collettivo disegno di un'Europa Unita che -come dice lo stesso motto di recente coniato- dovrebbe permetterci di essere "
Uniti nella diversità".


Francesco Pappalardo
Segretario AGeDO Catania

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