AGEDO CATANIA
ASSOCIAZIONE GENITORI, PARENTI E AMICI DI OMOSESSUALI
ONLUS

Via Landolina, 41 - 95131 Catania
Presidenza: 347/0921708; Segreteria: 339/3909039 - Fax: 178/2251241

L'omosessualità è un dato di fatto. Non è né una malattia, né una scelta né tanto meno una deviazione. Medici, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti lo hanno ormai compreso (persino il WHO - Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha riconosciuto). Molte lesbiche e molti gay hanno accettato la loro condizione con serenità, con processi più o meno lunghi, fregandosene dell'opinione della gente ignorante e bigotta, continuando la loro vita con integrità, orgoglio e determinazione.
È da sottolineare il fatto che il coming out, cioè il dichiararsi, è un fatto necessario che non va confuso con l'ostentazione, l'egocentrismo. Per una persona omosessuale, tale tappa rappresenta (e guai se non fosse così!!!) il momento della verifica finale: "Sono normale?". Molti/e pensano che dire a mamma e papà di essere gay o lesbica o dirlo al lavoro non sia un passo fondamentale e indispensabile, perché pensano al "dirlo". Ebbene, secondo me è qui che si sbagliano: il "non dirlo", per molti/e, alla fine equivale a negare la realtà. Nemmeno io penso sia necessario "dirlo", ma se te lo chiedono e rispondi di no, dimostri a tutti che tu stesso/a credi fermamente che la cosa debba continuare a rimanere nascosta per sempre, perché te ne vergogni e credi sia una disgrazia. Vero è che sono solo affari tuoi con chi vai a letto e cosa ci fai. Ma è forse l'omosessualità una semplice e riduttiva questione di sesso e di attrazione fisica? E i sentimenti dove li mettiamo? Ci siamo forse dimenticati delle cotte spaventose che ci siamo presi/e o dei grandi amori impossibili perché lui o lei era etero o semplicemente non ci ricambiava e noi giù lacrime a fiumi come cuccioli di coccodrillo dopo un pasto???
Si è costretti/e, a causa dell'ignoranza della gente, a dover vivere da etero e non confermare mai ciò che i nostri genitori -in fondo in fondo- da sempre hanno saputo: siamo omosessuali. Si è privi/e di confidarsi con la mamma (LA MAMMA, CHE CI HA MESSI AL MONDO E CHE CI AMA ALLA FOLLIA, anche se spesso fa l'isterica o non ci lava i calzini). Io a mia madre avrei tanto voluto confidare di essere innamorato come un melone, visto il discreto rapporto che avevamo fino a quando andavo a scuola (per inciso, nella mia situazione, in particolare, le cose sono drasticamente cambiate ben prima che io dessi evidenti segni di frociaggine in famiglia, pur non essendo né effeminato né pieno di amanti, almeno non ufficiali :) ). E invece, lei mi dice che non è vero e che non sono così, dopo quattro anni che gliel'ho detto. Non parliamo di mio padre, che nemmeno ne vuole discutere; così, alla fine, a casa non se ne parla e basta. Che posso fare? Violentare i miei con la mia omosessualità? Basta, se non ne vogliono sapere di più, pazienza. Che credano il peggio. Io sono cosciente di averci provato a costruire un dialogo e non solo su questo. Non funziona … almeno per ora.
Sentii questo immenso bisogno di comunicare ai miei la mia omosessualità, e così ne parlai con mia madre nel lontano 1999, con le conseguenze della cosa: minacce di espulsione dalle "patrie galere" ed estromissione dall'eredità, soprattutto per la mia visibilità, il mio apparire sui giornali o in televisione per aver partecipato ai ben quattro GLBT Pride della mia città: Catania.
È proprio per questa mia visibilità e l'aver deciso di impegnarmi in prima linea per ottenere i diritti che mi spettano che mi sentivo incoerente: "Tutti lo sanno, amici, conoscenti e colleghi, e i miei devono scoprirlo da un giornale?". Così ho fatto il grande salto.
La reazione dei miei, anche se mi fece piangere come un deficiente (a dire il vero, piango spesso, nonostante la mia vetusta età di ventotto anni… Si vede che sono sensibile e sentimentale), mi diede forza e mi spinse a dare aiuto ad altri ragazzi ed altre ragazze che, pur avendo superato la fase della repressione, non lo avevano detto a casa. E ancor più, ai loro genitori: volevo che capissero, che si rendessero conto che i mostri sono al cinema o nei cartoons; i mostri umani sono coloro che ci additano come deviati/e o pedofili/e, prima in testa la Chiesa Cattolica che tutti si ostinano a difendere e di cui minimizzano gli atteggiamenti, ma che ha sempre sputato veleno sulle persone omosessuali, a partire dall'inquisizione (quando i froci li bruciavano al rogo), fino ad una delle ultime porcherie, una delle ultime boiate, alla più recente delle loro schifezze che hanno scritto su di noi!! Ebbene sì: stavolta si sono esposti, pubblicando un testo di centinaia e centinaia di pagine sulla famiglia, paragonando omosessuali e pedofili, sputando ancora più veleno di quanto le loro serpentifere lingue non potessero mai fare. Hanno scritto pagine e pagine di delicatissimi insulti (come sempre delicati sono stati i loro interventi in materia, per non apparire cattivi agli occhi di quei poveri idioti cha ancora continuano a credere nella Chiesa Cattolica così come è e che continuano a finanziarla con l'otto per mille…). Il LEXICON -così si chiama il grande capolavoro- è stato pubblicato in tre lingue e l'AGeDO ne ha già chiesto il sequestro, ma senza ottenere nulla: la Procura di Bologna ha ritenuto di non procedere in seguito alla denuncia fatta dall'AGeDO perché "non direttamente coinvolta o parte offesa". Per cui, adesso, tocca alle persone omosessuali quali privati cittadini farsi avanti, utilizzando il modulo disponibile anche su questo sito.
Ok, basta, la finisco. La rabbia non serve.
Vi dedico questo sito, mamme e papà d'Italia. Qui troverete le nostre attività, la nostra storia e le nostre battaglie. Spero sia di vostro gradimento e, un'ultima cosa: firmate il guestbook che c'è in fondo alla pagina. I vostri commenti ci faranno piacere.
Un abbraccio:

Francesco Pappalardo
(Segretario AGeDO Catania)

RINGRAZIAMENTI


Vogliamo ringraziare tutte le persone e tutte le associazioni che, in ogni forma, ci hanno sostenuto ed accompagnato in questa importantissima lotta per le libertà. In particolare:

AGeDO Nazionale
AGeDO Palermo
ARCI Catania
Comitato Fondatore dell'AGeDO Catania (Antonella D., Antonio Ciancio, Francesco Pappalardo, Giuseppe Torrisi, Irene C.)
Antonio Presti
Luca Pietrantoni e Margherita Graglia - Psicologi all'Università degli Studi di Bologna
Massimo Anicito
Maurizio Caserta
Sara Crescimone

Ci scusiamo per le involontarie omissioni, ma siete davvero tanti/e...

AVVISO IMPORTANTE!
Le Attività dell'AGeDO Catania sono sospese per le ferie estive: il servizio di counselling e quello di accoglienza riprenderanno pertanto a Settembre.
È tutta via possibile contattare l'associazione tramite i recapiti della Presidenza (347/0921708, dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 18.00) e della Segreteria (339/3909039, dal lunedì al venerdì 16.00 alle 20.00) e fissare eventuali

appuntamenti in sede.
A tutti/e:

BUONE VACANZE



CALENDARIO PERPETUO






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Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Agosto, 2003 - ore 02.55